Di risotti e piccoli ricordi e vini della Valtellina

“Certi giorni scopro una specie di dolore della felicità. Quando è troppo forte faccio fatica a sostenerla. Ma poi la sostengo eccome. Ho proprio il fisico giusto, la capacità di un vaso grande: ne posso contenere una quantità vergognosa, volendo. E voglio. Certo che voglio.”

“E’ che a me proprio piace star lì a mettere insieme elementi per tirar fuori poi altro, con del radicchio rosso di treviso e del gorgonzola cosa si potrà fare? Un bel risotto, una base di olio e cipolle rosse lasciate rosolare piano, poi il radicchio tagliato a listelli sottili che cuoce piano nel soffritto con un bicchiere di vino rosso. Apro un vino della Valtellina, Il Pettirosso di Ar.Pe.Pe., 1997, un igt notevole, vino di 13 anni che sembra fresco come un giovincello, pieno di profumi, dal colore scarico, il nebbiolo, in queste zone chiamato chiavennasca, non ha colori così forti poi è un vino di così tanti anni, pieno di profumi creati nel tempo, le spezie evidenti, la frutta matura non così accentuata, il vegetale intenso, mi piace questo vino che ha poco peso alcolico, si beve bene, molto bene.” E’ che mi piace la filosofia di questa azienda della Valtellina, far uscire i vini dopo un lungo tempo di maturazione prima in botti e poi in bottiglia, esperienza rara questa, impegnativa, è che sono bellissime quelle vigne inerpicate sul versante nord della valle, sempre piene di sole così da creare una tradizione di vini surmaturi o passiti, bellissimo fermarsi in alto e guardare giù, vigne anche di qualche decina di metri quadri, due, tre filarini, i muretti a freddo, le carrucole che portano giù l’uva, ho qualche bottiglia ancora di questa bella cantina, il sassella rocce rosse e il grumello buon consiglio, anche una vendemmia tardiva, dovrò pensare a qualche buon piatto ora.

8 risposte a Di risotti e piccoli ricordi e vini della Valtellina

  1. bastardadentro 14 ottobre 2011 alle 11:04

    Sentirti parlare di felicità e di piccoli grandi piaceri fa felice anche me.
    Oggi pizzoccheri, e un buon Inferno.

  2. rebusrebus 14 ottobre 2011 alle 12:14

    Scendi all’inferno oggi? Eheheheh

  3. francese 14 ottobre 2011 alle 17:50

    parole, cibo e buon vino.
    la liason perfetta per queste sere che arrivano a farsi autunnali quanto basta.

    [ho dovuto per ora metter da parte il buon vino e il cibo corposo, ma ad attendermi fuori dal tunnel ci sta un carignano meraviglioso]

  4. poemonapage 6 novembre 2011 alle 00:25

    Mentre leggevo questo tuo bel post, il suono della pioggia che, fuori dalla finestra, sbatte dritta al suolo, mi sembrava tanto lo schioccare del radicchio mentre cuoce nel soffritto… :)

    Un bacio!
    Paola

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